Perils and Princesses – Principesse che non devono essere salvate.

È una visione un po’ vecchia ormai,  l’idea della principessa da salvare è uno stereotipo fin troppo usato nelle fiabe e nelle storie. Perils and Princesses, infatti, parla di  principesse che si sono scocciate di essere salvate dagli altri:  hanno i poteri, hanno le capacità, è ora di farsi valere! 

Benedette dalla loro Fata Madrina, che ha concesso loro un dono fin da piccole, possono tranquillamente occuparsi di salvare il proprio regno o quelli vicini da ogni pericolo che si pari loro davanti con grazie, ingegno e risolutezza grazie alle proprie conoscenze e ai propri talenti

Un gioco con regole semplici, adatto a tutte e tutti, fornisce la possibilità di affrontare tipici ambienti fiabeschi con un tocco di oscurità, come si addice alle fiabe classiche dei fratelli Grimm (le versioni originali).

Le Stat del gioco di Kit

Partecipanti: un narratore, da 2 a 5 giocatori.

Durata: campagne brevi o medie sono le più adatte.

Complessità: 1 corona

Cosa mi serve?: manuale, schede, cancelleria varia, dadi poliedrici

Obiettivo: risolvere problemi nei propri regni e andare all’avventura.

Genere: fantasy classico, con una spolverata di dark fantasy.

Contenuti: avventura, esplorazione, eroismo, oscurità e luce, picnic e mostri letali.

PRO

Estetica: il manuale è veramente carino, sembra fatto interamente a carboncino (fortunatamente non lo è) e l’uso di pochi colori contrastanti, insieme ai font particolari, lo rendono davvero gradevole.

Traumi: la meccanica per gestire come vieni messa fuori combattimento e le conseguenze di ciò (morire non è semplicissimo per essere un gioco di stampo OSR) sono veramente ben fatte e possono riservare delle notevoli sorprese.

Doni e poteri: i doni delle fate e la magia sono molto divertenti da usare. Si passa dalla principessa canterina che usa la voce per ammaliare e danneggiare a quella che prepara  i biscotti e si prende cura di tutto il gruppo a suon di manicaretti,  con tutto il classico che ci può stare in mezzo (varie Elsa, Mulan, Xena, Leia, ci si può fare praticamente di tutto con quello che c’è a disposizione).

Malattie e Maledizioni: strano per un “pro”, ma vi assicuro che le afflizioni che possono contrarre le principesse sono in parte esilaranti. Consiglio “Mani di burro”, “Singhiozzo” e “Popolarità”.

CONTRO

Reperibilità: anche qui, come in altri giochi, è un titolo solo in lingua inglese e reperire una copia fisica è difficile in questo momento. Su itch.io si trova il PDF e la quickstart gratuita.

Preparazione: narratori, non improvvisate le sessioni, o almeno fatelo il meno possibile. Il tipo di gioco pretende che voi siate chiari e obiettivi con i giocatori, quindi sono necessari un bello schema della zona per l’esplorazione e un dungeon strutturato in modo completo. Io personalmente faccio fatica a non improvvisare niente e ne sono consapevole.

Tiro o non tiro?: questa è veramente un’inezia. In un sistema dove le protagoniste tirano sia i dadi per colpire che per colpirsi, poteva essere un’idea funzionale togliere per il narratore qualsiasi caso in cui serve tirare i dadi tranne usare delle liste per effetti casuali. Così non è, dato che, se le principesse usano alcuni incantesimi, i nemici possono “salvarsi” e per farlo devono tirare un dado. 

Parole piccole: avventura, incanto, pericoli nascosti, coraggio, pozioni magiche, manicaretti.